Oltre Marrakech, l’incanto del Marocco in libertà

ZONA: NORD AFRICA, MAROCCO

DISTANZA PERCORSA: 1150 KM CIRCA

TEMPI: 7-10 GIORNI

COSTI: 250-450 EURO

MEZZI UTILIZZATI: AUTO A NOLEGGIO, CAMMELLO

PRINCIPALI ATTRAZIONI: MARRAKECH, OUARZAZATE, AIT BEN HADDOU, GOLE DEL DADES, GOLE DEL TODRA, DESERTO DI MERZOUGA.

PERIODO MIGLIORE: MAGGIO-GIUGNO, SETTEMBRE-OTTOBRE

PERNOTTAMENTI: OSTELLI, ALBERGHETTI, ACCAMPAMENTI

Il Marocco è un paese meraviglioso, che offre paesaggi di ogni genere ed una cultura millenaria che si manifesta nella vita quotidiana delle città e degli animatissimi mercati. Questo viaggio splendido va alla scoperta di una delle zone più belle del paese, dalla magica Marrakech alle dune perfette di Merzouga, attraversando l’Atlante ed i suoi colori dai contrasti incredibili. Il clima primaverile e soleggiato di maggio è perfetto per esplorare il Marocco senza essere avvolti da un caldo opprimente o ritrovarsi nella neve delle alte cime dell’Atlante. Da quando le compagnie low cost come Ryanair ed Easy Jet sono sbarcate nel paese, il Marocco è diventata una destinazione alla portata di tutti, un vero viaggio nella diversità a basso budget e a due passi dall’Europa. Marrakech, per quanto molto turistica, ci accoglie con la sua magica atmosfera, la piazza Djemaa-El-Fna, patrimonio dell’UNESCO brulicante di vita ed attività. Per trovare il nostro “Equity Point Hostel” bisogna inoltrarsi nel labirinto di vicoletti della medina, avvalendosi dell’aiuto di qualche bambino del luogo pronto ad accompagnarci in cambio di qualche Dirham. Una porticina senza pretese ci introduce al meraviglioso interno della struttura, la hall è ricoperta di tappeti e cuscini dove i viaggiatori leggono, parlano o si riposano da una giornata di escursioni. Tutte le camere si affacciano sul patio con piscina, racchiuso tra i due piani in perfetto stile marocchino. Ma il vero gioiello è la terrazza sul tetto, uno spazio da cui si può ammirare l’intera città sorseggiando un thè o una birra parlando con qualche ospite di passaggio. Il Muezzin risuona diverse volte al giorno ed è un momento di suggestione unica, con le voci dei minareti provenienti da ogni angolo di Marrakech. La città è indubbiamente bellissima ed estremamente particolare, anche se il grande afflusso turistico degli ultimi anni ha in parte rovinato l’atmosfera. Nella piazza l’impresa più difficile è evitare i procacciatori di clienti dei ristoranti che si avvicinano con le loro frasi “standard” in italiano cercando di accaparrarsi persone viste come “portafogli ambulanti”. Inoltre alcune zone del souk e della medina hanno perso in parte il loro carattere, diventando una sorta di Grand Bazar di cianfrusaglie per turisti. Ciò nonostante basta allontanarsi un po dalle zone più conosciute per immergersi nella Marrakech più vera, con il  rischio di perdersi mano a mano che ci si addentra nel centro storico. I mercati e le bancarelle emanano odori tipicamente arabeggianti e la gente si muove in una sorta di caos controllato in cui solo loro riuscirebbero a districarsi. Passiamo ore a visitare vicoletti, stradine, mercatini, piccole moschee, fino a tornare con qualche difficoltà in piazza Djema el Fna per una cena in uno dei ristoranti che circondano l’ampio spazio aperto. Il resto è una visita strettamente turistica delle principali attrazioni della città, troppo spesso in compagni di gruppi di turisti bianchicci che tolgono gran parte del fascino ai monumenti. Il Marocco non è un paese dalla vita notturna particolarmente animata, così la soluzione migliore è passare serate sulla meravigliosa terrazza dell’ostello in compagnia di altri viaggiatori e dei “prodotti tipici” locali. Il bello del Marocco e dei sui abitanti sono le “reti di amicizie” che gli operatori dei vari settori creano per aiutarsi a vicenda. Così, semplicemente passando per la reception riusciamo ad ottenere una Ford Fiesta in pessime condizioni a noleggio, un alloggio a Ouarzazate, prossima meta del viaggio e tante informazioni utili. Si parte in mattinata puntando dritti verso le imponenti vette dell’Atlante che dovremo attraversare per raggiungere le vallate che introducono al grande deserto del Sahara. I paesaggi che attraversiamo sono mozzafiato, tra paesini di fango che punteggiano alte montagne brulle intervallate da verdi vallate dove scorrono limpidi torrenti. Superato il passo a circa 2000 metri di altitudine si comincia a scendere verso Ouarzazate, e i panorami si fanno sempre più belli e particolari, sorprendenti ad ogni curva. Prima di arrivare a destinazione una sosta è d’obbligo alla kasbah di Ait-Ben-Haddou, un luogo splendido da visitare. Si tratta di un villaggio in fango arroccato su un colle sulla sponda di uno dei fiumi che scendono dall’atlante, in uno scenario naturale reso spettacolare dai contrasti di colori. Un posto veramente magico, sebbene alcuni turisti siano giunti anche qua spingendo gli abitanti del posto ad aprire ristoranti e negozi di souvenir. Ouarzazate non è lontana e raggiungiamo l’albergo prima di sera, in tempo per esplorare il centro della città. Ouarzazate è famosa per i suoi studios cinematografici, in cui sono stati girati film come “IlGladiatore” e “Babel“, ma anche per essere la porta d’accesso alla splendida zona del Marocco che prelude al Sahara. Si tratta di un luogo molto vivo, pieno di ristoranti e sale da the, in cui è piacevole passeggiare e riposarsi. Da vedere c’è la Kasbah, cuore antico della città che ancora vive nei suoi vicoletti cicondati da muri di fango e fieno. Il lago artificiale, situato poco distante dalla città raccoglie le acque provenienti dalle montagne garantendo rifornimenti idrici ad un’area di grandi dimensioni. Grazie alle ormai collaudate “catene di amicizie”, da Ouarzazate riusciamo ad organizzare per la modica cifra di 25 euro a testa l’escursione nel deserto con i cammelli, con tanto di cena e pernottamento nella tenda berbera. Ripartiamo quindi verso le gole del Dades, uno dei fiumi che scendono dall’Atlante e, dopo alcune soste in pittoreschi villaggi incontrati lungo il percorso raggiungiamo la deviazione. La vallata è di una bellezza da lasciare senza fiato, i villaggi sorgono uno dietro l’altro lungo il verdissimo corso del fiume circondati da montagne di un colore tra il rosso e il marrone. Non possiamo fare a meno di fermarci in continuazione per fotografare lo spettacolo che scorre davanti al parabrezza della nostra macchina impolverata. La strada termina in una serie incredibile di tornanti che affiancano il canyon in cui scorre il fiume, spegnendosi in una mulattiera percorribile solo da mezzi fuoristrada. Non abbiamo altra scelta che tornare sulla via principale e proseguire la nostra corsa verso il deserto. Poco dopo ci capita una delle esperienze più divertenti del viaggio: essere fermati dalla polizia! I simpatici agenti, una volta verificato il malfunzionamento degli stop ci invitano a bere una tazza di thè sul cofano della loro macchina, discutendo animatamente del calcio italiano. Dopo una mezzora di cordiale conversazione ci invitano a riprendere la strada sentendosi in colpa per la multa di 6 Euro che sono costretti ad assegnarci. Dopo questa particolare avventura ripartiamo ma un piccolo incidente di percorso ci costringe ad una sosta nel villaggio di Tinerhir. Qua di turisti ce ne sono davvero pochi e riusciamo ad apprezzare completamente l’atmosfera di questo meraviglioso paese con la sua gente cordiale. Pernottiamo in una guest house con terrazza panoramica per la modica cifra di 5 euro e ci godiamo questa splendida sosta inaspettata. Ripartiamo in mattinata dopo aver fatto la spesa al mercatino locale e ci dirigiamo verso le gole del Todra. Anche stavolta i paesaggi sono spettacolari, in parte simili a quelli incontrati lungo la vallata del Dades. Stavolta però la valle si stringe fino ad un impressionante passaggio tra due imponenti pareti di roccia, un vero e proprio spettacolo della natura. Proseguendo verso il deserto i fiumi si fanno sempre più rari e secchi, fino ad arrivare ad Erfoud, da dove parte una delle strade che conducono a Merzouga, alle porte del Sahara. Forse per le indicazioni non sempre correttissime, forse per la nostra smania di esplorazione, ci ritroviamo con la macchina (non certo un fuoristrada) su una pista sterrata che corre in mezzo al nulla cercando di raggiungere la nostra destinazione. Abbandoniamo l’idea solo quando la pista diventa quasi invisibile in un deserto pietroso e ci insabbiamo in una buca piena di sabbia rossa riuscendo faticosamente a ripartire. Non senza difficoltà riusciamo a tornare nella civiltà e decidiamo di tentare per l’altra via. Stavolta la strada è asfaltata ed in condizioni accettabili, fino alla svolta per l’Auberge du Sur nei pressi di Merzouga, nostra destinazione. I 3 km di sterrato sono una nuova avventura per il fortissimo vento che solleva la sabbia del deserto in veri e proprio mulinelli, rendendo la visibilità quasi nulla. Riusciamo comunque ad arrivare nel pomeriggio e la struttura, situata in prossimità di imponenti dune è sicuramente suggestiva. Non sarà comunque questo il luogo in cui pernotteremo e dei Berberi evidentemente abituati ai turisti organizzano una carovana di cammelli per raggiungere l’accampamento situato nel bel mezzo del deserto. Dopo circa due ore di una meravigliosa quanto scomoda cavalcata raggiungiamo le tende poste sotto una gigantesca duna alta circa 200 metri. I paesaggi qua sono semplicemente fantastici, le dune rossastre si susseguono una dopo l’altra a perdita d’occhio, dando l’impressione di trovarsi in un pianeta diverso dal nostro. La serata trascorre tra passeggiate sulle dune sotto l’incredibile cielo stellato del Sahara, una cenetta niente male a base di carne e una festicciola decisamente particolare con il nostro amico berbero decisamente provato dai “prodotti tipici” intento a raccontare barzellette e ridere a crepapelle senza motivo apparente. L’atmosfera è meravigliosa ed i tappeti neanche troppo scomodi a garantire un po di meritato riposo dopo una giornata così intensa. Il giorno dopo la sveglia suona prima delle 6 per salire sulla duna a godersi uno degli spettacoli più incredibili che esistano: l’alba sul deserto. La distesa di sabbia ondulata cambia colore minuto dopo minuto, fino all’apparire dell’enorme palla infuocata che inizia a riscaldare l’aria. Uno spettacolo davvero indimenticabile, che termina con la gara di “rotolamento dalle dune” scelto come modalità di ritorno alla base.  Il cammello ci riporta all’albergo in mattinata, in tempo per concederci un po di relax in piscina prima di ripartire sulla via del ritorno. Il viaggio verso Ouarzazate è lungo ma sempre eccezionalmente bello ed interessante. Il mercato di Rissani è il più autentico ed animato tra quelli visti durante questo incredibile viaggio e fa da preludio ai paesaggi spettacolari a cui il Marocco ci ha ormai abituato. Trascorriamo la notte ad Ouarzazate prima di metterci in marcia per Marrakech e l’aereo che ci riporterà a casa. Proprio all’ultimo la nostra Fiesta cede sotto i colpi di un utilizzo quasi da fuoristrada e ci costringe ad alcuni fuori programma nelle officine meccaniche della città. Una volta riparata l’auto ripartiamo, riattraversiamo l’Atlante e raggiungiamo Marrakech, dove la povera macchina muore definitivamente dopo averci portato a destinazione. Giusto il tempo di un’ultima serata in città e si riparte, dopo una settimana incredibilmente intensa ed emozionante. Il Marocco è un paese bellissimo, dove natura ed opera umana hanno contribuito a creare paesaggi straordinari da esplorare lasciandosi catturare dall’atmosfera. Da Marrakech al deserto, in un susseguirsi di montagne, laghi, vallate, paesaggi dai colori unici, kasbah e città di un fascino senza tempo, questo viaggio racchiude tutto questo in un itinerario relativamente breve. Si tratta di un viaggio molto economico (basta evitare il più possibile i luoghi affollati dai turisti) e assolutamente facile se ci si integra nei meccanismi della gente del luogo. Tornati a casa abbiamo passato intere serate a descrivere i paesaggi e raccontare aneddoti di ogni genere su questo bellissimo ed emozionante viaggio.

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