Da Bangkok a Hanoi

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ZONA: SUD-EST ASIATICO

DISTANZA PERCORSA: 3000 KM CIRCA

TEMPI: 4 SETTIMANE

COSTI: 1800 EURO

MEZZI UTILIZZATI: AEREI, BARCHE, BUS, TAXI, TUK TUK, BICICLETTE

PERNOTTAMENTI: HOTEL, OSTELLI, FAMILY HOUSES

ATTRAZIONI PRINCIPALI: BANGKOK, ANGKOR, PHNOM PENH, PHU QUOC, DELTA DEL MEKONG, HOI AN, HUE, PHONG NHA NATIONAL PARK, NINH BINH, HALONG BAY, LAN HA BAY, HANOI

PERIODO MIGLIORE: MARZO-GIUGNO

Senza nome

Il Sud-est asiatico è una meta di viaggio classica per molti validi motivi: bellezza dei luoghi, facilità di spostamenti, costi bassi, sensazione di sicurezza assoluta. Per questo motivo in molti luoghi bisogna fare i conti con uno sviluppo dissennato ed una profonda contaminazione da turismo a cui questi paesi non hanno voluto/saputo opporsi. Questo viaggio è incentrato sul Vietnam, con brevi tappe in Thailandia e Cambogia. Il nostro aereo atterra a Bangkok, città enorme e dalle tante anime diverse, affascinante mix tra antico e moderno, sacro e profano. Scegliamo di alloggiare nella zona della rumorosissima Khao San road, in un quartiere poco lontano ma abbastanza sdrtranquillo e silenzioso. Pur essendo estremamente commerciale, la capitale thailandese rimane una città estremamente interessante da visitare, tra bei palazzi, templi buddisti, pagode, mercati e discoteche aperte fino all’alba. Il fiume Chao Paya divide in due Bangkok ed è solcato da innumerevoli imbarcazioni, ottime per spostarsi da un punto all’altro della città, esplorare ed addentrarsi nel cuore di questa megalopoli. Le stradine che costeggianoP1000670 i canali sono meravigliose per perdersi ed osservare la vita quotidiana degli abitanti, ovunque è un brulicare di vita ed attività di ogni tipo, il caos non eccessivo, Bangkok una bella scoperta. Sarà la prima ed ultima tappa del viaggio. All’alba un autobus comodo e moderno della compagnia cambogiana Giant Ibis ci aspetta per accompagnarci a Siem Reap, base per la visita dei sensazionali templi del sito archeologico di Angkor. Il viaggio dura circa 9 ore, comprese le formalità doganali svolte nella città di confine di Poipet; la Cambogia appare subito diversa dalla sua grande vicina, è più rurale, autentica, ma anche povera. Siem Reap, cittadina nei pressi dell’ enorme lago Tonle Sap, ha subito uno sviluppo rapidissimo grazie alla vicinanza di uno dei siti archeologici più importanti al mondo ed ora assomiglia ad un luogo di intrattenimento per turisti stranieri, con numerosi hotel, mercati di souvenir e articoli contraffattiP1000778 ed un’animata vita notturna il cui fulcro è la luminosissima Pub street. Partiamo a notte fonda a bordo del tuk tuk per ammirare le famose torri del tempio di Angkor Wat specchiarsi nel laghetto antistante. Ci accorgiamo presto di non essere i soli ad aver affrontato la levataccia e ci ritroviamo a partecipare alla processione delle migliaia di turisti che lentamente, alla luce di torce e cellulari, si avvicinano alle alte torri che si intravedono nell’oscurità. Davanti al laghetto, un muro di fotografi alla ricerca dello scatto perfetto, impossibile avvicinarsi alla zona cP1000874entrale. D’altra parte, chi vuole perdersi questo spettacolo? I resti dell’antica capitale Khmer sono sensaionali, ed Angkor Wat la loro massima espressione, una visione indimenticabile. Ci vorrebbero giorni per esplorare a fondo la sconfinata area disseminata di templi antichi e spettacolari, noi ci accontentiamo delle rovine più importanti, con un giretto di “appena” 10 ore. Ta Prohm, il più affascinante, ancora ricoperto dalla foresta, con le lunghe radici degli alberi che P1010001stritolano le antiche costruzioni; Neak Pean, con la sua grande vasca e circondata da un basso lago punteggiato di scheletri di alberi; Bayon e le sue enigmatiche facce che osservano il mondo dalle torri; Angkor è a pieno titolo una delle meraviglie del mondo. Dall’antica capitale a quella moderna, un minibus ci porta in 5 ore nel cuore di Phnom Penh, città risorta dalle ceneri della devastazione e l’abbandono imposti dalla follia di Pol Pot e dei suoi Khmer Rossi. Situata alla confluenza del gigantesco Mekong con il fiume Tonle sap, la capitale cambogiana è una metropoli in rapido sviluppo, caotica e non propriamente bella, ma tappa fondamentale di ricordo della drammaticadav storia di questo paese. La visita al museo del genocidio, l’ex s-21, prigione, luogo di torture e sterminio, lascia senza parole. La tragedia cambogiana, ancora poco raccontata dai libri di storia, rappresenta uno dei più grandi orrori della storia dell’umanità. La città, come tutta la Cambogia, sta ricominciando a vivere, si vede dai nuovi grattacieli, dalle tante attività e dal cauto ottimismo delle persone. Il lungofiume di Phnom Penh è una piacevolissima zona pedonale, dove si possono passare ore ad osservare il viavai e gli strani rituali quotidiani delle persone. Lasciamo la Cambogia mdecon ancora nella mente le meraviglie di Angkor, la spaventosa tragedia del genocidio ed il ricordo di un popolo estremamente gentile ed ospitale. Passiamo il confine ad Ha Tien, città portuale del Sud del Vietnam e punto di imbarco per l’isola di Phu Quoc, poco distante dalle coste cambogiane. Phu Quoc si propone come la risposta vietnamita alle rinomate isole della Thailandia, ma quello che una volta era un’idilliaco paradiso tropicale è stato trasformatodav in un anonimo ed inquinato luogo di villeggiatura per stranieri. Sebbene molte spiagge siano state privatizzate e rese inaccessibili dai grandi resort, gironzolando in motorino si possono ancora trovare angoli tranquilli e grandi zone ricoperte da fitte foreste tropicali. Il nord è decisamente meno sviluppato rispetto all’interminabile fila di strutture turistiche della costa meridionale, ma i segni di un rapido cambiamento cominciano a vedersi. Restano alcuni autentici pittoreschi villaggi di pescatori e qualche P1010067angolo di sabbia bianca tra un resort e l’altro a ricordare come doveva essere l’isola prima dell’incontrollato sviluppo turistico. L’inquinamento da rifiuti, visibile ovunque, è un serio problema a Phu Quoc, che non riesce a sopportare il peso dell’eccessiva urbanizzazione. Un movimentato viaggio in barca di 2 ore e mezza ci porta alla città costiera di Rach Gia, altre 4 ore in bus ed arriviamo a Can Tho, grande centro urbano nel cuore del delta del Mekong. Il nostro alloggio si trova fuori città, una scelta azzeccata se si vogliono esplorare in modo indipendente le campagne e gli innumerevoli canali della zona. Il delta del Mekong, una delle aree più tipiche del Vietnam, P1010251è una grande e fertile pianura che risente dell’influsso delle maree anche decine di chilometri nell’entroterra. La bicicletta è senza dubbio il mezzo migliore per esplorare le stradine, i villaggi, i mercati, costeggiare i canali alla ricerca di un ponte, perdersi, osservare la vita quotidiana. Le escursioni in barca, anche se molto turistiche, permettono di guardare il delta da un altro punto di vista, inoltrarsi nella vegetazione e visitare il famoso mercato galleggiante di Cai Rang. L’ agglomerato urbano di Can Tho, adagiato su un enorme ramo del Mekong, non P1010372offre molto da vedere, come la maggior parte delle città vietnamite. Raggiungiamo in aereo Da Nang, da cui ci trasferiamo alla città antica di Hoi An, patrimonio UNESCO e importante meta turistica del Vietnam centrale. La zona vecchia, distesa lungo un canale con le casette in stile cinese, è indubbiamente carina, ma le migliaia di turisti in cerca di selfie ne fanno una piccola Disneyland asiatica. Bancarelle che vendono cianfrusaglie P1010468tutte uguali, ristoranti di bassa qualità ed un biglietto di ingresso per entrare in città confermano l’impressione iniziale. Vale comunque la pena passare qualche ora a passeggiare, godersi il tramonto ed osservare lo spettacolo delle centinaia di lanterne colorate che vengono lasciate galleggiare ogni sera nel canale. Da Hoi An è possibile fare un’escursione di mezza giornata al sito aP1010495rcheologico di My Son, scampato alla distruzione della guerra e ricco di interessanti templi immersi nel verde delle colline. Poco fuori città si trova una lunga e gradevole spiaggia sabbiosa, facilmente raggiungibile in bicicletta attraversando meravigliose verdissime risaie piene di bufali, uccelli e contadini al lavoro. Puntiamo a nord, stavolta la nostra destinazione è il parco nazionale di Phong Nha, con una tappa intermedia ad Huè, antica capitale del Vietnam. Nelle poche ore a disposizione decidiamo di visitare la città imperiale, ispirata alla città proibita di Pechino. sdrIl luogo, grande e ricco di edifici antichi, è interessante ma avrebbe bisogno di qualche restauro in più per tornare agli antichi splendori. Ci sono altri luoghi di interesse a Huè, ma la pioggerellina costante che ci accompagna in questa giornata ci impedisce di visitarli. In serata riprendiamo il viaggio in un comodo autobus notturno e raggiungiamo il villaggio alle porte del parco di Phong Nha, che si rivelerà la nostra esperienza top in Vietnam. Si tratta di una zona di ripide montagne mdecarsiche ammantate di fitta giungla, ricca di fiumi smeraldini ed enormi grotte spettacolari. E’ essenziale partecipare alle escursioni organizzate, anche se un po’ care per gli standard vietnamiti, per esplorare gli angoli più remoti ed incredibili del parco in totale sicurezza. Il primo giorno visitiamo la popolare Paradise cave, dotata di passerella e illuminazione che permettono di osservare le spettacolari formazioni che riempono ogni angolo dei grandi ambienti sotterranei. Nel pomeriggio, dopo una breve passeggiata nella giungla, indossiamo torce e galleggianti di sicurezza per un’indimenticabile nuotata di 300 metri in un fiume sotterraneo. Per i giorni seguenti ci affidiamo all’agenzia “Oxalis“, sdrestremamente professionale nell’organizzazione di trekking ed attività avventurose, ideale per chi vuole spingersi oltre le rotte più battute. I percorsi partono da un pittoresco villaggio di contadini incastonato tra spettacolari montagne e si inoltrano nella giungla per raggiungere enormi grotte dall’aspetto primordiale. Si procede attraversando fiumi, camminando nel fango, addentrandosi nella giungla, si rimane sbalorditi dalla bellezza delle vallate e delle immense caverne. Tutto da queste parti va oltre le aspettative e sorprende ad ogni passo, costringendoci ad allungare ilsdr nostro soggiorno a Phong Nha. L’ultimo giorno visitiamo in barca la splendida Phong Nha cave prima di esplorare le montagne in motorino, tra paesaggi che non deludono mai. Davvero difficile lasciare questo luogo, ma in serata parte il nostro bus notturno con destinazione Ninh Binh. Arriviamo prima dell’alba, ed ancora una volta optiamo per una sistemazione esterna alla città, alle porte del parco nazionale di Hang Vang. E’ una zona bellissimaP1010904 da esplorare in motorino, ricca di scorci spettacolari e ripide colline che si tuffano in tranquilli specchi d’acqua. Merita una visita anche il tempio di Bai Dinh, con la sua altissima pagoda da cui si aprono bei panorami sulle campagne circostanti. Esperienza da non perdere è l’escursione in barca, con i piccoli scafi che si infilano sotto le montagne per riapparire in specchi d’acqua circondati dal verde della vegetazione, uno più bello dell’altro. Il terrazzo panoramico situato nella parte orientale del P1010945parco è un punto d’osservazione perfetto, una vista mozzafiato sui surreali paesaggi di questo angolo di Vietnam. Tutta la zona è molto turistica (per tante buone ragioni), ma basta avventurarsi per le bucoliche stradine secondarie per immergersi in un’atmosfera ancora autentica. La baia di Ha Long è l’attrazione più conosciuta del Vietnam, noi scegliamo di fare base nell’isola di Cat Ba, per cercare di evitare il più possibile le orde di turisti che che ogni giorno affollano questo tratto di mare. Il lungomare della città, con le barche colorate ancorate nel golfo, è un luogo piacevole, il resto del capoluogo dell’isola solamente il solito ammassoP1020033 di cemento tipico delle località turistiche del Vietnam. Nonostante il tempo uggioso, la vista degli innumerevoli isolotti che punteggiano le acque calme delle baie di Ha Long e Lan Ha è sensazionale. Qua e là appaiono piccole spiagge nascoste da alti muri di roccia grigia, i villaggi di case galleggianti sono un esempio dell’incredibile capacità di adattamento dell’uomo, la foresta verde scuro copre ogni spazio disponibile. Durante l’escursione in kayak riceviamo persino il saluto di un gruppo di langur dalla testa bianca, un rarissimo tipo di scimmia presente solo sull’isola di Cat Ba. La bP1010989aia di Ha Long è la nostra ultima tappa vietnamita, giusto il tempo di una passeggiata ed una discreta zuppa nella città vecchia di Hanoi ed eccoci sull’aereo che ci riporta a Bangkok. Gli ultimi giorni nella capitale thailandese scorrono piacevoli e confermano l’impressione di una città tra le più interessanti del continente asiatico. Salutiamo Bangkok ed il sud-est asiatico dall’alto di un elegante sky bar, con la vista sulle centinaia di grattacieli simbolo di un rapidissimo sviluppo economico. In testa ci sono i ricordi di tanti posti bellissimi, di gente gentile ed ospitale, ma anche di una forte tendenza alla distruzione di questo pezzo di mondo. Lo sviluppo legato ai modelli occidentali di ricchezza sta rapidamente cancellando l’anima di questi paesi, governati ormai dall’onnipresente “Dio Denaro”. L’inquinamento è un problema importante soprattutto in Vietnam, dove, bisogna dirlo, gli spettacoli più belli sonomde quelli disegnati dalla natura. La maggior parte delle grandi città continua a crescere senza regole e non offre grandi spazi di vivibilità. Le immani tragedie che hanno colpito il Vietnam e la Cambogia nel ventesimo secolo sono ferite che il popolo sta cercando di risanare con carattere, sfociando troppo spesso nella ricerca di un falso benessere artificiale. Nonostante queste riflessioni, il sud-est asiatico resta un paradiso per i viaggiatori; facile, accessibile, economico, sicuro, bello ed interessante. Speriamo che riesca a salvarsi!

 

 

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