Sulla rotta dei Vichinghi

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ZONA: ISLANDA – ISOLE FAROER – EUROPA

DISTANZA PERCORSA: 8000 KM CIRCA

TEMPI: 5 SETTIMANE

COSTI: 3000 EURO

MEZZI UTILIZZATI: AUTO, NAVE

PERNOTTAMENTI: OSTELLI, NAVE, AUTO, TENDA

ATTRAZIONI PRINCIPALI: BAMBERGA, AMBURGO, SKAGEN, RABJERG MILE, ISOLE FAROER, JOKULSARLON, SKAFTAFELL, SKOGAFOSS, SELJANDSFOSS, LANDMANNALAUGAR, THORSMORK, LAUGAVEGUR TRAIL, HAIFOSS, GULLFOSS, GEYSIR, THINGVELLIR NATIONAL PARK, PENISOLA DI SNAEFELLSNES, DALVIK, GODAFOSS, ZONA DEL MYVATN, HUSAVIK, DETTIFOSS, SEYDYSFJORDUR, PARCO DEL TRICORNO, BLED,

PERIODO MIGLIORE: GIUGNO-AGOSTO

L’ Islanda è senza dubbio una delle destinazioni più affascinanti del mondo, terra di ghiaccio e di fuoco, dove una natura ancora giovane ha dato vita a spettacoli unici fatti di ghiacciai, cascate, fiumi impetuosi, geyser, vulcani fumanti e innumerevoli paesaggi ultraterreni. Noi decidiamo di raggiungerla in auto, attraversando mezza Europa e solcando l’ Atlantico settentrionale a bordo della grande nave Norrona in partenza dalla punta della penisola Danese. Un viaggio splendido e avventuroso, con lunghi spostamenti e notti senza oscurità passate nel letto attrezzato nel retro della nostra Subaru.

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Si parte all’alba dalla nostra casa di Perugia, con la macchina piena di cibo, attrezzatura da campeggio, un materasso, vestiti pesanti ed una gran voglia di puntare a nord. Raggiungiamo Monaco di Baviera nel pomeriggio di una giornata calda e assolata di fine luglio; ad attenderci ci sono alcuni amici che ci offriranno una preziosa ospitalità e IMG_20180725_120113con cui condivideremo un paio di graditissime birre bavaresi. Il giorno seguente il lungo viaggio riprende, con destinazione Amburgo, a circa 900 km di distanza. Decidiamo di fermarci qualche ora nella bella cittadina di Bamberga, con i suoi ponti e le graziose case medievali del centro storico. In serata arriviamo ad Amburgo in un clima IMG_20180726_181909insolitamente caldo per una città così settentrionale. Dedichiamo un giorno intero all’esplorazione di questa interessantissima città portuale sull’Elba rinata dalle macerie dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Esplorando in bicicletta le strade del centro scopriamo una città moderna e vivibile, ricca di zone verdi e centri d’intrattenimento, con una vita notturna di prim’ordine che trova il suo apice nell’affollato quartiere di St. Pauli. PasseremP1020060mo volentieri più tempo ad Amburgo, ma la nostra destinazione è molto più a nord e ci vorrà un’altra mezza giornata di viaggio per raggiungere il nord della Danimarca. Arrivati a Skagen, una località turistica balneare, ci sistemiamo in un bel campeggio perfettamente attrezzato e ci concediamo un bagno nelle acque non pulitissime del Mare del Nord. Ci resta giusto il tempo per visitare al tramonto Rabjerg Mile, una sorprendente distesa di dune soffici e bianchissime nel bel mezzo della penisola. E’ un posto magico ed inatteso, dove per un po’ smettiamo di pensare alla traversata che ci attende il giorno seguente. Ci siamo, è ora di imbarcarcisdr. La grande nave che ci porterà in Islanda passando per le isole Faroer svetta sul porto di Hirtshals, puntuale come un orologio svizzero. La costa si allontana lentamente, la partenza è emozionante, ci vorranno circa 36 ore per raggiungere Thorshavn, la piccola capitale delle isole Faroer, sperdute nell’oceano. Il viaggio scorre piacevolmente, è facile fare conoscenza con tanti personaggi con auto, moto o biciclette al seguito, ci si scambiano informazioni preziose. Il passaggio accanto alle isole Shetland è un’occasione per godersi la vista dal ponte della Norrona, prima di tuffarsi nel ventre della nave dove le cuccette sono sufficienti per un discreto riposo. I tetti coperti d’erba di Thorshavn ci accolgono nel clima fresco delle spledide Faroer.

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I paesaggi delle isole Faroer sono sensazionali sin dal primo impatto ed il tragitto di 30 km per raggiungere la nostra sistemazione dalla capitale sono un susseguirsi di emozione e stupore. Le alte e verdi scogliere si gettano nei profondi fiordi che spaccano le isole, con innumerevoli fiumi e cascate d’acqua purissima che sbucano da ogni lato. E’ una terraIMG_20180730_110613 antichissima modellata nei millenni dalla forza del ghiaccio, splendida quanto inospitale. Le isole principali sono collegate da ponti e gallerie sottomarine, che rendono facilmente accessibile quasi ogni angolo dell’arcipelago. Dedichiamo il primo giorno ad alcune passeggiate sull’isola di Vagar, dove si trovano molti dei luoghi più fotografati delle Faroer. Il Leitisvatn è il più grande lago di tutto l’arcipelagoP1020200 ed è incredibilmente arrampicato su una scogliera a 50 metri di altezza sull’oceano, al quale è collegato da una bella cascata. Uno spettacolo surreale, di una bellezza mozzafiato. Nel pomeriggio ci spostiamo verso la punta occidentale dell’isola costeggiando la pista di atterraggio dell’aeroporto (da brividi!) e attraversando una claustrofobica galleria a doppio senso di marcia. Sperduto sulle scogliere sorge il minuscolo villaggio di gasadalur, IMG_20180730_141006incorniciato da mitici paesaggi selvaggi ed una cascata sul mare degna di un film fantasy. La bellezza inospitale delle Far Oer è davvero unica e ci accompagnerà per il resto del breve soggiorno nell’arcipelago. Per la notte scegliamo un’ area attrezzata spartana e Eysturoy, nel piccolo ma caratteristico villaggio di Gjogv. E’ un posto magico, con un fiordo strettissimo, IMG_20180730_210046un frizzante ruscello ed una colonia di pulcinella di mare che si gettano dalle scogliere. Sembra davvero un luogo ai confini del mondo, e il cielo grigio non fa che accentuare questa sensazione.   Il secondo giorno ci dirigiamo ad ovest, attraversando varie isole grazie ai tunnel sottomarini che le collegano. Streymoy è la più grande, dove risiede la maggior parte della popolazione; laIMG_20180731_164637 vicina è Eysturoy, con il monte più alto; Bordoy è la porta di accesso a Vidoy, piccola e lontana. Sono separate da profondissimi e strettissimi fiordi scavati dal ghiaccio nei millenni. Scegliamo di intraprendere un breve trekking con partenza da Klaksvik, seconda città del paese abbracciata ad una bella insenatura. Arrivati in cima all’altura il panorama si apreIMG_20180731_162032 sulle isole immerse tra nuvole in rapido movimento, ancora uno spettacolo mozzafiato. Passiamo la nostra ultima notte Faroese in un campeggio allestito in un vecchio campo da calcio a Eidi, a nord dell’isola di Eysturoy. Ci resta un giorno prima che la NorronaIMG_20180730_202134 salpi verso l’Islanda e decidiamo di visitare Saksun, un villaggio con le tipiche case con i tetti d’erba alla foce di un fiume impetuoso alimentato da innumerevoli cascate. La strada per arrivarci è spettacolare, ll villaggio con la profonda baia a spaccare le montagne una perla imperdibile. Ci concediamo una passeggiata lungo un ripido sentiero per ammirare lo spettacolo dall’alto prima di dirigerci di nuovo aIMG_20180801_114501 Torshavn dove la grande nave già domina il porto. La capitale dell’ arcipelago è un piacevole ed ordinata cittadina, con un minuscolo quartiere di casette tipiche che merita una breve esplorazione. Sicuramente è la natura la protagonista dell’arcipelago, pronta ad offrire ad ogni angolo panorami tra i più incredibili al mondo. Ripartiamo colmi di bellezza e ci sistemiamo nelle cuccette, una notte ancora e approderemo in Islanda.

Islanda

Siamo tutti sul ponte quando la sagoma dell’isola appare all’orizzonte e ci accoglie tra le ampie bracciaIMG_20180802_134649 del Sejdisfjordur, con un benvenuto di cascate ed alte montagne dalle cime innevate. Subito l’Islanda si presenta con la sua bellezza selvaggia, ci stupirà dal primo all’ultimo giorno. Ci aspetta un lungo viaggio e dopo una scorta di provviste ad Egillstadir iniziamo a percorrere la costa, un susseguirsi di paesaggi da cartolina tra ampie insenature e fiumi di un azzurro irreale. E’ una delle zone più disabitate e non si incontrano villaggi importanti prima di Hofn, a circa 350 km dalla partenza. Proseguendo si P1020442raggiunge Jokulsarlon, una laguna biancastra dove galleggiano iceberg dalle mille forme e colori. Qua inizia a vedersi la recente vocazione turistica dell’Islanda, troppo bella per rimanere immune e arrivata ad ospitare con difficoltà un numero di visitatori che supera di 10 volte quello degli abitanti. Sono tanti i bus stracolmi in arrivo dalla lontana Reykjavik e non mancano i tour in barca per vedere gli iceberg da vicino. Nonostante l’affollamento, il luogo è straordinarioP1020475 ed imperdibile, con gli iceberg che si assottigliano fino a diventare poco più che cubetti di ghiaccio ed arenarsi sulla spiaggia nera. Dopo tanta meraviglia guidiamo fino al campeggio nei pressi del parco nazionale di Skaftafell, con il giorno infinito delle estati nordiche che ci accompagna nel riposo. Il popolare parco nazionale, uno dei più visitati d’Islanda, offre numerosi sentieri panoramici adatti a qualsiasi visitatore; noi scegliamo un circuito ad anello di circa 16 km a cavallo di due incredibili valli glaciali. Poco lontano dal punto di partenza si incontra la celeberrima cascata P1020493Svartifoss, incorniciata da infinite colonne di basalto che sembrano scolpite e presente in tantissime cartoline islandesi. Da qui il percorso sale tra l’erba umida fino a raggiungere le pareti a strapiombo che si gettano in una primordiale vallata scavata dal ghiaccio. Un fiume impetuoso fuoriesce da una delle propaggini dell’immenso Vatnajokull, che si sente scricchiolare in lontananza, mangiato a poco a poco da un’enorme cascata grigia. Il panoramaP1020505 è reso ancor più impressionante dalle infinite sfumature di colori che dipingono la valle a formare uno scenario da film. Proseguendo lungo l’anello tra erba, muschi e piccoli ruscelli, si raggiunge il bordo della vallata parallela, quella interamente occupata dalla lingua ghiacciata dello Skaftafellsjokull. L’enorme ghiacciaio si distende ai piedi della montagna fino al lago grigiastro che ne segna il confine.IMG_20180803_144440 La vista sulla massa sporca e rugosa ai nostri piedi è indescrivibile, capace di impressionare anche il viaggiatore più esperto. Ritorniamo alla macchina stracolmi di natura selvaggia, pronti a ripartire per raggiungere il campeggio di Vik, accompagnati da una pioggerellina che si fa più intensa procedendo verso ovest. La cittadinaP1020596 si trova vicino ad una popolare spiaggia nerissima, bella ma affollata, comunque un buon posto per fotografare alcune Pulcinella di mare. Oggi però è il giorno delle cascate, e la prima è Skogafoss, un salto di 80 metri che sembra disegnato da un pittore con l’arcobaleno che le fa da cornice. Proseguendo lungo la N1 verso ovest raggiungiamo la strepitosa Seljalandfoss, con un sentiero bagnatissimoP1020613 che passa dietro lo scrosciante getto d’acqua che cade dalla rupe. Entrambe sono bellissime, da fotografare da ogni angolazione e contribuiscono ad un’altra straordinaria giornata islandeseIMG_20180804_151711. Concludiamo  con una birra in riva al fiume nel campeggio di Hella, un po’ di relax prima di affrontare i tre giorni del trekking Laugavegurinn.Un possente autobus attrezzato per le impervie strade dell’entroterra islandese ci porta fino al campeggio di Landmannalaugar, da cui parte il trekking di più giorni più famoso d’ Islanda. Messi gli scarponi ed imbracciati i pesanti zaini iniziamo a salire lungo i crinali di fiabesche montagne multicolori da cui escono piccole colonne di vapore che ci ricordano della grande e ribollente attività del sottosuolo. Mano a mano che si sale le condizioni atmosferiche si fanno più difficili, il vento aumenta, la pioggia fina inizia a tagliare il viso e IMG_20180805_152146compaiono le prime distese di neve che vanno faticosamente attraversate. Il clima islandese, il freddo e la nebbia ci mettono a dura prova, tanto da spingerci a pensare alla resa e ripiegare sul sicuro campeggio da cui siamo partiti. Arriviamo alla zona attrezzata di Hrafntinnusker stremati e senza un luogo caldo per riprenderci dal gelo della camminata, con un vento battente che rende le operazioni di montaggio della tenda un vero e proprio incubo.IMG_20180806_103736 La notte fredda e ventosa passata nel fragile riparo è stata sicuramente l’esperienza più dura del viaggio, ed è servito tutto l’entusiasmo dei nostri tanti vicini di tenda per darci la voglia di continuare. Fortunatamente non piove, il vento si è attenuato e dopo il primo chilometro nella neve raggiungiamo il valico, da cui si apre un panorama di una bellezza incontaminata senza eguali. In un attimo tutte leIMG_20180806_161759 sofferenze del giorno prima si dissolvono e discendiamo con entusiasmo la montagna fino al lago Alftavatn, dove si trova un’altra area attrezzata perfetta per un breve pranzo cucinato sul fornello da campo. La seconda tappa del trekking finirebbe qui, ma decidiamo di proseguire verso il rifugio successivo che dista 13 chilometri. Il paesaggio cambia ancora, dalle verdi impervie montagnette che circondano il lago si passa paesaggi lunari aridi, desolati e tremendamente belli.IMG_20180806_143619 Ogni tanto bisogna guadare a piedi nudi dei piccoli torrenti, con i piedi anestetizzati dal gelo dell’acqua islandese. Arriviamo al rifugio di Emstrur in tempo per montare la tenda, mangiare nell’affollata area comune in compagnia di alcuni nuovi amici incontrati lungo la strada e metterci a riposare per recuperare le energie per l’ultimo tratto del percorso. Lungo il sentiero per Thorsmork la sensazione è quella di essere tornati sulla terra, ci sono persino degli alberi, una rarità in questa giovane e ribollente isola. L’avventura termina nella sala da pranzo dell’ albergo di Basar, a Thorsmork, dove un’insipida zuppa di agnello ci sembra il più delizioso dei pasti da re. Un altro bus/fuoristradaIMG_20180808_133757 ci riporta ad Hella, dove, con i muscoli induriti dai giorni di cammino, ci rilassiamo nelle calde piscine pubbliche del paese, uno dei bagni più piacevoli e desiderati della nostra vita. Persino il materasso montato in auto ci sembra un hotel a 5 stelle stanotte. Ripartiamo in macchina risalendo la valle del grande fiume Pjorsa, che daiP1020730 ghiacciai dell’entroterra si snoda fino alla foce nell’Atlantico. Visitiamo due belle cascate, Hjalparfoss e soprattutto l’altissima Haifoss, prima di prendere la strada del Circolo d’oro, senza dubbio l’itinerario più turistico dell’isola soprattutto per la sua vicinanza alla capitale Reykjavik. L’impressionante cascata di GullfosIMG_20180808_183014s e gli spruzzi regolari di Geysir sono attrazioni stracelebrate ma che non possono mancare in un viaggio da queste parti. I paesaggi, qui caratterizzati da grandi laghi e verdi praterie continuano ad essere splendidi e guidare verso il campeggio nel parco di Thingvellir è davvero un piacere. Il parco, meraviglioso e affollatissimo, è un vero e proprio museo di storia della terra, ed offre l’occasione unica di camminare nella frattura che divide la placca tettonica europea da quella americana. La solita immancabile cascata contribuisce a completare un bel quadroIMG_20180809_104544 naturalistico, proiettato però da tempo nel caos del turismo di massa. Decidiamo di saltare la capitale Reykjavik per dirigerci più a nord, verso la penisola di Snaefellsness, un lungo braccio di terra che punta verso l’Atlantico definito “Islanda in miniatura”. Superata una lunga zona urbanizzata e la cittadina di Borgarnes, ci si immerge di nuovo nella natura selvaggiaIMG_20180809_160554 islandese. Meritano una sosta le pareti basaltiche di Gerduberg e soprattutto la vicina zona vulcanica di Raudukulur, dove ci si può faticosamente arrampicare sulla cima di un cono nero e polveroso per ammirare le giovani colate laviche circostanti. La punta della penisola è occupata da una montagna con annesso ghiacciaio di Snaefellsnesjokull, reso famoso da Jules Verne nel suo “Viaggio al centroP1020865 della terra”. Il resto sono scogliere, cascate, enormi prati solcati d piccoli torrenti e la fantastica spiaggia di ciottoli neri di Dritvik, caratterizzata dai tanti frammenti di una barca naufragata anni fa. Doppiato il promontorio raggiungiamo il piccolo villaggio di Olafsvik, con il solito spartano campeggio dove parcheggiare la nostra “casetta”. Un bagno caldo nella piscina locale e si riparte per una lunga giornata di spostamento che inizia dal versante settentrionale della penisola. Qui si trova Kirkjufell, una piccola montagna dalle forme perfette che fa da cornice ad una modesta P1020903cascata, uno dei luoghi più fotografati d’ Islanda per la particolarità del paesaggio. Proseguiamo attraversando piccoli fiordi dove gruppi di foche approfittano dei movimenti delle maree per afferrare i pesci di passaggio e attraversiamo la bella dorsale montuosa della penisola per ritornare sulla N1 nei pressi di Borgarnes. Un lungo tratto di strada non particolarmente esaltante ci conduce a nordP1020934 ed alla zona verde di Varmalid, dove un bel campeggio strapieno di famiglie in vacanza ci aspetta per la notte. Il giorno seguente decidiamo di esplorare la penisola di Trollaskagi, ma una fitta nebbia avvolge ogni paesaggio ed oscura la vista. La sorpresa oggi non è data dai paesaggi, ma dal popolarissimo festival del pesce di Dalvik, che scopriamo essere uno degli eventi clou dell’estate islandese, capace di radunare l’esorbitante cifra di 25.000 persone. davDi giorno si mangia salmone, merluzzo e pesce a volontà, offerti dai pescatori locali, mentre la notte è animata da un concertone di gruppi locali con tanto di spettacolo pirotecnico sul fiordo. Stavolta il nostro campeggio è la strada, in compagnia di numerosi camper venuti dalla lontana Reykjavik per assistere all’evento. Superata Akureyri, seconda città dell’ Islanda e capitale del nord, puntiamo su Husavik, paese costiero famoso per essere il miglior luogo di avvIMG_20180812_124956istamento per i grandi cetacei. Purtroppo la nebbia rovina le nostre aspettative e la costosa gita si rivela piuttosto noiosa se si escludono alcuni giocosi delfini ed una grande balena che ci permette appena di ammirare la possente coda prima di inabissarsi. Lasciamo la costa un po’ delusi e ci dirigiamo verso il lago Myvatn, non prima di aver visitato l’ennesima cascata, l’azzurrissima Godafoss. La zona del Myvatn, ricchissima di meraviglie geologiche, è ottima per rilassarsi un po’ dopo un viaggio lungo e intenso, se non fosse per lIMG_20180813_163348‘invasione di mosche che rende praticamente invivibile la zona costiera. Il lago è un frastagliato specchio d’acqua pieno di isole e penisole formate da crateri vulcanici più o meno grandi, con verdissime sponde e tramonti da cartolina. Le possibilità di escursioni sono infinite, e noi scegliamo di salire sull’ultraterreno cratere Hverfjall, da cui si gode di una vista mozzafiato sul lago e le sue strane forme. Poco più ad est del lago si trova Hverir, una straordinariaP1030177 zona geotermale con pozze di fango ribollenti, fumarole e montagne multicolore, una vera e propria dimostrazione della vitalità del giovane sottosuolo islandese. Tutto bellissimo, compresi i paesaggi surreali che circondano la zona ed un rosso tramonto sulle placide acque del Myvatn è il giusto modo per concludere un’altra incredibile giornata in questi’isola unica. Il cerchio sta per chiudersi, tra poco da nord rientreremo su Eglisstadir e lasceremo l’Islanda. L’ultimo giorno di viaggio lungo la N1 comincia conIMG_20180814_113630 la visita di Krafla, una zona in cui l’attività vulcanica ha lasciato l’ennesimo spettacolo fatto di crateri, rocce fuse, laghetti biancastri e taglienti formazioni irregolari. E’ una zona facile, con un percorso ben attrezzato che permette di ammirare il tutto sia da vicino che da lontano. Lasciata Krafla e la sua centrale geotermica proseguiamo verso est, verso una delle attrazioni più impressionanti di tutto il viaggio. Nonostante l’innumerevole serie di cascate viste finoraIMG_20180814_140836Dettifoss lascia senza fiato per la potenza e la quantità d’acqua glaciale che il fiume Jokulsa lancia per 44 metri nel canyon sottostante. Di tutte le cascate, è lei la numero uno, la più impressionante, quella che lascia a bocca aperta e fa dimenticare anche le nuvole d’acqua che inevitabilmente colpiscono chi si trova sottovento. Sembra quasi il gran finale di uno spettacolo pirotecnico, roboante,IMG_20180814_234312 maestosa, incessante, indimenticabile. Lasciata questa meraviglia alle spalle inizia a scendere una leggera pioggerellina che ci ricorda la fortuna ed il privilegio di aver vissuto l’Islanda con tanto bel tempo e l’atmosfera comincia ad essere quella di fine avventura. Ad Eglisstadir il cerchio si chiude, l’anello è completo e non ci resta che un altro bagno caldo prima di scendere verso il fiordo di Seydisfjordur ad attendere la nave. L’ultimo giorno è grigio e noioso, passato nel minuscolo paese popolato da chi, come noi, aspetta la nave per la terraferma; incontriamo amici conosciuti all’andata e ci scambiamo storie e avventure. La nave salpaIMG_20180816_120959 dal placido fiordo la mattina seguente, ci da il tempo di salutare l’ Islanda ammirando i magnifici paesaggi incontaminati che ci avevano accolto due settimane prima, poi l’isola si allontana fino a scomparire. I due giorni di navigazione verso la Danimarca servono a far decantare le innumerevoli immagini che questo viaggio unico ci ha lasciato. Una terra inospitale ma bellissima, unica, giovane e piena di paesaggi indescrivibili, un vero e proprio dipinto di madre natura.

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Ormai il grosso del viaggio è alle spalle, ci restano alcuni giorni per puntare verso sud e tornare P1030403a casa per goderci gli ultimi giorni d’estate. Attraversiamo la Danimarca a tutta velocità e ci rituffiamo nelle infinite autostrade tedesche fino ad Hannover per una sosta tecnica. Per spezzare il noioso viaggio ci fermiamo a Rothenburg ob der Tauber, un grazioso villaggio medievale situato lungo la Romantikstrasse, poi di nuovo Monaco, dove i nostri amici ci offrono un’ altra preziosa e comoda ospitalità. Viaggiamo senza sosta fino a raggiungere le Alpi a Kranjska Gora, dove decidiamo di fermarci P1030459qualche giorno per rilassarci tra i paesaggi montani della zona. Sono luoghi incantevoli, sicuramente fuori dal tipo di viaggio fatto finora ma che ci regalano un po’ di relax e qualche bella escursione. Le acque blu inverosimile dell’ Isonzo, le cime rocciose delle Alpi Giulie, le sponde verdi del lago di Bled ci accompagnano in questi ultimi giorni di viaggio. Ora è finita veramente, arriviamo a Perugia sfiniti dopo un mese di avventura meravigliosa, un viaggio indimenticabile ed un fiume di ricordi indelebili. L’ Islanda, lontana e misteriosa isola di fuoco e ghiaccio, unica e bellissima… Noi abbiamo deciso di raggiungerla così, attraversando mezza europa, navigando per giorni, dormendo in auto negli infiniti tramonti del nord, sostando tra i primitivi paesaggi delle Far Oer, assaporando la distanza, chilometro dopo chilometro… Ed è stato un viaggio straordinario…

 

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